labatutQuando abbiamo smesso di capire il  mondo - Benjamin Labatut

Uno strano libro, che cattura, a partire dalla affascinante enigmatica copertina. All’interno, storie vere e incredibili narrate dal suo autore con tutta la curiosità dell’aneddoto, dove, partendo dalla scoperta del blu di Prussia e dalla purezza del suo colore si può arrivare a incontrare il Male Assoluto. Che ha l’odore del cianuro passando attraverso Napoleone, Rasputin, Mary Shelley e Turing…..


Si legge come un romanzo avvincente con l’ansia di sapere cosa succederà ancora andando avanti, ma “Quando abbiamo smesso di capire il mondo” è soprattutto un album di figure eccezionali, studiosi geniali,eclettici, eccentrici e disadattati, spiriti liberi e visionari che con il loro acume hanno contribuito a pensare il mondo.

Spesso in lotta contro il proprio tempo e tra di loro, rivali più che collaboratori. Descritti nella loro quotidianità, votati ad uno studio “matto e disperatissimo” pieno di sacrifici,imprevisti, intoppi, che preclude loro una vita normale. Più che presi dalla ricerca, ne sono stati letteralmente ossessionati e consumati.
Pieno di curiosità, aspetti sconosciuti come la fine di Alan Turing ( come non pensare a “The Imitation Game”?) che muore mordendo i semi della mela in cui era stato iniettato cianuro o il ruolo giocato dal “ verde di Scheele“ nella vita di Napoleone.

Labatut ci porta all’interno della ricerca scientifica, dei traguardi ambìti quasi esasperanti e alle terribili conseguenze a cui spesso hanno portato gli sviluppi della fisica, della matematica e delle scienze in genere.
E lo fa alternando il linguaggio tecnico con quello narrativo, ideando un modo di raccontare unico e straordinario, trasmettendo la passione per la curiosità e l’amara consapevolezza che non potremo mai capire il mondo, come confessa un personaggio a Heisenberg. E il traguardo è proprio questo: smettere di capire il mondo come lo si è capito fino a quel momento e avventurarsi verso una forma di comprensione assolutamente nuova.

Labatut è uno scrittore davvero singolare,che mostra un talento sorprendente nell’annodare una storia nell’altra, nel congiungere tra loro le vicende che si intersecano e si allontanano in una concatenazione brillante.
Ha portato me, che non capisco nulla di matematica e fisica, disinvoltamente a passeggio tra scoperte, teorie della fisica ,principio di indeterminazione,scissioni degli atomi ,diatriba tra onde pilota e particelle . Ci ha fatto entrare nella mente dei protagonisti più che nel dettaglio dei problemi, ricostruendo quello che prima di noi è stato fatto, indagato, con l’obbiettivo preciso di cercare, attraverso la conoscenza, di capire quanto più possibile “il cuore del cuore”, il mondo in cui viviamo.
Ci ha mostrato come la scienza è ricerca, dedizione, creatività, eccesso, studio, sofferenza, paura, ossessione, dubbio fino ad arrivare alla domanda delle domane “dov’è il punto di non ritorno?”,quando uno scienziato, si trova di fronte all’abisso di una nuova scoperta e intuisce anche l’enorme minaccia che questa potrebbe nascondere… per sé, e per le vite di tutti.
Ci ha regalato momenti di autentico stupore nel vortice degli eventi che si accavallano offrendoci nel contempo moltissimi spunti di riflessione non solo sulle scienze ma soprattutto sull’etica e sulla natura umana, fonte di grandi scoperte ma anche causa di enormi catastrofi. (Mariapia)

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