quaderniI quaderni botanici di Madame Julie - Mélissa da Costa
 
Quanto impieghiamo a risorgere, quanto a riprenderci da un lutto assoluto e penso alle madri che perdono i figli o a noi come figli che perdiamo la madre, il padre?
Questa è la storia di un lutto travolgente e di questa piccola donna che isolata dal mondo torna piano verso la penombra e poi verso la luce o perlomeno non la teme più.
Delicato e mai pomposo racconta di Amande che ci guida attraverso il suo dolore, che ben conosciamo, e ci porta verso l’esterno, verso i germogli dell’orto, verso una serie di riti assurdi di cui ride con se stessa e verso una nuova vita che è fatta di accettazione e sopravvivenza e forse poi di qualcos’altro. Trovandosi in una vecchia casa, che ha scelto isolata e lontana dalla sua Lione, conosce attraverso i calendari e i quaderni di Madame Lucie, la cura dell'orto, della memoria e della pena. 
La solidarietà con il dolore degli altri, la pace di alcuni momenti di silenzio, lo strazio della perdita e la vita che ci obbliga ad aprire gli occhi, mangiare, fare dei piccoli gesti per resistere.
Nella sua semplicità e nel suo intenso contenuto,  l’ho trovato un gran libro, senza strafare, vero ed intimo. Da leggere. (Lidia)

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