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L'amore finché dura

amore che udra

L'amore che dura - Lidia Ravera

 

Storia di un amore finito, scomposto e ricomposto, vivisezionato ma destinato a non finire veramente perché quando l’amore c’è stato finisce col tornare fuori, perché non è possibile smettere di amarsi anche se il tempo passa e ci cambia.E’ questo l’assunto da cui parte Lidia Ravera, da sempre interessata alle relazioni uomo-donna, a quel motore della vita che è l’amore, alla vita in tutte le sue fasi e stagioni, partendo dall’adolescenza ribelle di “porci con le ali” alla malinconia positiva e vitale del “terzo tempo”.

Qui ci sono Carlo ed Emma che scoprono il sesso e l’amore a sedici anni, vent’anni dopo si sposano, ancora venti anni dopo divorziano. E’ la vita a separarli perché crescendo cambiano le loro prospettive di vita: lui bello, seducente e seduttore, ambizioso, aspirante al successo e alla carriera diventa regista affermato, lei rimane l’idealista dei 16 anni,, dedita al sociale, insegna in una scuola di borgata ai suoi “figli per finta”,intenzionata a salvarli nel mondo ad uno ad uno. Ambiziosa a suo modo nel perseguire i suoi obiettivi non vuole seguirlo a NY, anzi si erge a nume tutelare di una sua studentessa incinta a cui offre riparo in casa anche dopo il parto. I due si dividono, hanno altre vite, Emma si sposa con Alberto, un uomo affidabile, forte, protettivo,che si fa carico di lei , dei suoi bisogni, il compagno di vita ideale.Un amore saggio, fatto di rispetto e fiducia.E c’è anche una figlia che completa la loro vita. Carlo vive a NY la sua vita glamour di successi insieme a Sara, algida archeologa in carriera.Un viaggio a Roma per promuovere il film in cui lui ha rievocato gli anni adolescenziali, stroncato da Emma su una rivista on line, li farà ricontrare. Ma un banale incidente causato dalla distrazione emotiva ridurrà Emma in fin di vita proprio un attimo prima del loro incontro davanti agli occhi di lui. Da qui partono scenari che non è bene neanche profilare, dirò solo che si resta incollati fino all’ultima pagina e si scopriranno verità e segreti che cambiano le vite.

Consiglio questo libro a quanti hanno vissuto l’atmosfera degli anni 70, anni di ribellioni, di sogni,utopie, mondi possibili e il disincanto dei decenni successivi che i due protagonisti si portano addosso. Ci viene restituita intatta l’ideologia, l’entusiasmo, lo spirito attraverso il film di Carlo ma soprattutto i diari di Emma, quei quattro quaderni neri in cui lei si racconta “perché la scrittura serve ad alzare la voce”.

A quanti amano le storie al femminile: qui la protagonista è una donna che è cresciuta, che ha tradotto in pratica le ideologie,che è il frutto delle lotte di quegli anni, di una vita concepita come difesa dei propri ideali anziché annullamento nei bisogni dell’altro in nome dell’Amore. Che poi, avverte Carlo, è distinguibile in tre tipi: quello “fusionale”,quello simbiotico, senza difese, il primo ,quello “dei bravi artigiani” in cui si lavora con cura alla durata, il secondo, quello “dei naufraghi” a cui ci si aggrappa per non colare a picco il terzo.

A quanti si interrogano sulla natura, sulle complicazioni e sugli enigmi dell’Amore e della sua durata: può bastare una forte attrazione, un’intesa basata sulla”chimica dei corpi”,può reggersi sulla dipendenza, che peso hanno i segreti, i non-detti nella crisi della coppia?

A quanti non si sono fermati al pregiudizio della Ravera di “Porci con le ali”, la scrittrice dello scandalo o al suo femminismo sempre attivo e battagliero anzi rinforzatosi nel corso degli anni di riflusso o alla sua militanza politica nella sinistra, tutti elementi che l’hanno etichettata, bollata come datata, sicuramente penalizzata . Perché lei è brava nel costruire storie e atmosfere (questa ha un ritmo quasi cinematografico), nello scavare psicologie sia maschili che femminili, nel mettere in scena situazioni e personaggi verso cui il nostro giudizio cambia nel corso della storia (davvero Emma è proprio quella brava, ammirevole, forte mentre Carlo è il vanesio da condannare?), nel raccontare il tempo che passa,la vita che ci spiazza e rimescola le carte con una scrittura sempre accurata, precisa, corposa, avvincente. (Mariapia)

 

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